Taking too long? Close loading screen.

ENPAP Social. Una buona idea malamente gestita

Seguo il Social network degli psicologi (iscritti all’ENPAP, poco più di 50000) sin dalla sua nascita e immaginavo che, dopo un ragionevole periodo di rodaggio, l’iniziativa sarebbe stata un successo.

In tutta evidenza mi sbagliavo come può constatare qualunque collega che si avventuri sulla piattaforma. Sin dall’inizio ed ancor più dopo il recente restyling emerge con chiarezza che non di un social si tratta bensì di una “vetrina”, sostanzialmente poco differente da un qualunque sito internet, ove il nostro istituto di previdenza pubblicizza le sue iniziative e mette a disposizione documenti utili per la professione. Spazio dunque certamente apprezzabile ma non degno del pretenzioso nome che si è dato.

Eppure la comunità professionale necessiterebbe di uno spazio istituzionale accessibile a tutti gli psicologi (magari andando anche oltre i soli iscritti all’ENPAP mediante un accordo con il CNOP), che permetta loro di scambiarsi continuamente informazioni e opinioni, di condividere esperienze e competenze di scambiarsi messaggi, chattare, condividere foto e video, ecc. Il valore aggiunto di siffatto social rispetto ai più generalisti facebook, twitter etc… avrebbe potuto essere proprio quello di rivolgersi esclusivamente ad “addetti ai lavori” certificati, diventando così luogo d’eccellenza per discutere di questioni professionali usufruendo dell'”intelligenza collettiva” che la comunità possiede.

Invece, non so se per calcolo, ottusità o sciatteria, tutto ciò non solo non è favorito ma è in ampia parte inibito. Risultato è che sul cosiddetto social non avvengono scambi tra colleghi. Finisce che ci si riduce a frequentarlo quando occorra scaricare un qualche documento che l’Ente mette a disposizione.

Peccato, un vero peccato.

Magari ci sono delle logiche, o delle problematiche, che mi sfuggono. Ma non capisco perché una iniziativa così brillante sia così malamente gestita. Forse possiamo aprire un dibattito. E forse qualcuno dei nostri colleghi che si occupa della gestione potrebbe fornire elementi di riflessione.

Lettura suggerita
La comunicazione emozionale. Storytelling, approcci cognitivi e social media

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn