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La graduatoria del bando ENPAP malattia o infortunio

In questo particolare momento della nostra storia, sono purtroppo molti i colleghi che si trovano a partecipare a questo bando a causa del covid, una situazione particolarmente drammatica che rischia di imporre ad ENPAP di ricorrere alla graduatoria (prevista dal bando) per pagare gli iscritti.

Tale graduatoria è stata sinora soprattutto un proforma, in quanto i fondi sono sempre stati sufficienti a garantire la copertura di tutte le domande, tuttavia in questa particolare situazione contingente potrebbe non essere così.

Senza voler creare allarmismi, ed essendo convinta che una soluzione per coprire tutte le richieste verrà trovata, vorrei però soffermarmi sui criteri in base ad i quali l’attuale dirigenza ENPAP ha pensato di attribuire i punteggi per la costituzione di tale graduatoria, o meglio il criterio in base al quale viene attribuito il punteggio all’ ISEE.

Diciamo innanzi tutto che l’ISEE è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente ed è uno strumento che consente di misurare la situazione economica delle FAMIGLIE.

Nel calcolo di tale indicatore si tiene conto dei redditi, dei patrimoni mobiliari e immobiliari, e delle caratteristiche del nucleo familiare, dove per nucleo familiare si intende l’insieme di persone che abbiano la stessa residenza e siano legate da un vincolo di parentela o affinità (non
necessariamente matrimonio), nonché i soggetti fiscalmente a carico anche se con diversa residenza e i coniugi pur con diversa residenza.

Particolare rilevanza nel calcolo è data alle caratteristiche del nucleo stesso, per cui a parità di redditi e patrimoni, l’ISEE si abbassa all’aumentare del numero dei componenti familiari ed in particolare in presenza di minori ed ancora più in particolare in presenza di minori di età inferiore ai tre anni e alla presenza di componenti con una invalidità inferiore ai sensi della L. 104.

Normalmente lo Stato usa l’ISEE per offrire trattamenti assistenziali di vario genere con un criterio (piuttosto intuitivo) di proporzionalità diretta: minore è il valore ISEE, maggiore è il contributo statale, fino ad una certa soglia oltre la quale non si ha diritto a nessun contributo.

Per fare alcuni esempi questo è il meccanismo che regola il pagamento delle mense scolastiche, degli asili nido statali, delle rette universitarie, delle rette nelle RSA, dei contributi sulle utenze e così via.

Ebbene ho fatto questo preambolo perché all’ENPAP hanno pensato di non utilizzare il criterio per il quale l’ISEE è stato introdotto nel sistema di welfare italiano, ma di utilizzarne uno diverso. Ciò si deduce dal fatto che il massimo del punteggio è attribuito ad un ISEE tra i 25.000 ed i 30.000.

Fasce di redditoPunti
Fino a € 10.0002
Oltre € 10.000 – Fino a € 15.0004
Oltre € 15.000 – Fino a € 20.0006
Oltre € 20.000 – Fino a € 25.0008
Oltre € 25.000 – Fino a € 30.00010
Oltre € 30.000 – Fino a € 35.0009
Oltre € 35.000 – Fino a € 40.0007
Oltre € 40.000 – Fino a € 45.0005
Oltre € 45.000 – Fino a € 50.0003
Oltre € 50.0001
Rapporto – ISEE/Punteggio Valore ISEE Punteggio attribuito

Ci tengo a sottolineare che non si tratta di un reddito tra i 25.000 e i 30.000 euro, ma del valore ISEE.

Nella pratica questo significa per esempio che se sei una madre separata e con due figli, di cui magari uno di due anni e l’altro disabile, e guadagni diciamo 30.000 euro l’anno dalla tua libera professione e ti ammali, nella graduatoria di chi sarà rimborsato, avrai un punteggio inferiore rispetto per esempio ad una collega con due figli più grandi e due stipendi che entrano in famiglia pari magari a 50.000 euro annui.

Qual è la logica alla base di questa strana attribuzione di punteggio? La logica dovrebbe essere che chi ha un reddito medio (e potremmo discutere lungamente sul fatto che nella categoria degli psicologi 25.000 euro sia un reddito medio) se si ammala e dunque non lavora ha maggiori difficoltà rispetto a chi ha un reddito basso? E se così fosse, hanno forse confuso il reddito con il valore ISEE?

A prescindere dal fatto che la graduatoria venga davvero utilizzata, e mi auguro francamente che non sia così, credo che una riflessione su questo uso dell’ISEE e dei criteri che guidano l’attuale dirigenza al suo utilizzo, sia necessaria.

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