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ENPAP 2021. LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL VERZIERE.

In una democrazia sana, il potere è impermanente. E nel suo piccolo, nel mondo politico che riguarda la nostra categoria, anche Enpap ha bisogno di un sano avvicendamento. Perché otto anni, in un universo che va all’insostenibile velocità del web, nel bene e nel male, sono un periodo lungo; per chiunque si trovi a reggerlo, anche facendo bene.

Altrapsicologia, la lista ai vertici di Enpap da molti anni, è arrivata a guidare il nostro Ente di Previdenza in un momento di enorme bisogno di cambiamento. Chiunque di noi, anche quelli meno interessati alle vicende della Previdenza per la categoria, ricorda bene lo scandalo di via della Stamperia, la nebbia di una vendita e di un acquisto nel giro di poche ore, il sapore di macchia sul nostro Ente, la sensazione di vergogna; sì, di non essere stati abbastanza attenti, di essere stati raggirati, di aver subíto un torto che ha causato un danno concreto per gli psicologi italiani; nella sostanza, economica, e nell’immagine, inevitabilmente turbata.

Abbiamo un debito di riconoscenza verso Altrapsicologia: ci ha traghettati fuori dai fumi scottanti di una gestione che ha sbagliato, ha rimesso la prua in direzione sicura e ha costruito una casa della Previdenza che funziona, che fa fruttare i contributi, che parla chiaro e ha un bilancio attivo. Questo basta a confermare Altrapsicologia alla guida di Enpap? In parte sì, naturalmente. E infatti è accaduto; per due mandati e un totale di otto anni.

Chi fa bene viene confermato, squadra vincente non si cambia. E proprio su questo occorre riflettere. Con un’operazione un po’ più adulta di quella alla quale ci hanno abituati i nostri governi nazionali, campioni mondiali di riforme della pubblica istruzione, dove chi vince cancella anche le cose buone della gestione precedente, in una sete di nuovo che assomiglia più a facebook che a un esame di realtà. Chi arriverà alla guida dell’Ente, e come squadra di Previdenza&Solidarietà ci auguriamo di poter avere il vostro sostegno, potrà tenere tutto il buono, cambiare ciò che occorre ripensare e realizzare molto altro. Di questo si tratta. Avvicendamento significa rotazione, alternanza, in opposizione a stasi, immobilismo, fissità. È un termine usato per le colture, prima che per la politica: il terreno agricolo beneficia di un cambiamento, la soia porta alla terra, e le sottrae, qualcosa di diverso dai girasoli. E viceversa, con alternanza di nuova linfa, nutrimenti, sali minerali e sale in zucca.

Perché ogni buona coltivazione, e ogni cultura dialettica, aprono nuove forme di vita, di visione, di crescita. Cambiare chi detiene il potere è un meccanismo universale, nelle democrazie, per andare oltre, per guardare le cose in modo nuovo. Conosciamo la materia, siamo professionisti dell’età evolutiva: che ha in sé la possibilità travolgente di trovarsi sempre davanti scenari inattesi, da indagare ogni volta con occhi bambini, per scoprire aspetti, già visti in precedenza da milioni di altri esseri umani, in maniera diversa. Lo diciamo a noi stessi e ai nostri pazienti: le cose spesso non cambiano, ma se cambia il modo in cui le guardiamo, e in cui le raccontiamo a noi stessi, saranno davvero, autenticamente, diverse.

Pensiamoci, quando andremo a votare. Non per superare, o dimenticare, quanto è stato fatto di buono. Ma per ampliare le prospettive. Per vedere qualcosa di non ancora considerato, che chi ha guardato per molti anni può non essere più in grado di vedere; non per scarso impegno o per scarsa competenza, ma perché l’attenzione agli aspetti inesplorati diminuisce inevitabilmente con la consuetudine. Otto anni fanno abitudine, anche per i più preparati e competenti.

Penso all’aggettivo “sostenibile”, oggi usato e spesso abusato, contrapposto all’insostenibile leggerezza di kunderiana ispirazione. Chiediamoci se è sostenibile un terzo mandato per chi è da tempo alla guida del nostro Ente di Previdenza. Uno dei punti del nostro programma è la chiarezza dei toni e il rispetto per i colleghi, la necessità di confrontarsi senza svalutare, sminuire o diminuire gli altri, il desiderio di fare di Enpap un luogo di competenza, serietà, trasparenza, attenzione partecipata ai temi della previdenza in ottica solidale, che crediamo fortemente essere l’ottica del futuro.

Con un focus su temi che possono, e devono, essere considerati in modo nuovo, valorizzati e messi al centro della nostra azione, se toccherà a noi guidare l’ENPAP. Per questo serve l’avvicendamento. Non per lanciare pomodori su chi è venuto prima. E nemmeno per promettere verdure e frutta più grandi, più succose, più sgargianti e vitaminiche. Ma per chinarsi con altre ginocchia e far fruttare, ancora, la terra.

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